MAI COSI’ IN BASSO….

Sparare a zero, su questo Governo di spocchiosi e su questo Parlamento di pavidi incapaci, diventa ogni giorno un atto dovuto per chi crede ancora che la politica sia altro.

 

Grillo ha vita facile. E' un uomo di spettacolo. A lui basta puntare il dito e ridicolarizzare ciò che è già ridicolo di suo. Non ha bisogno di proporre nulla. Una parolaccia è sufficiente per esprimere il concetto.

 

Il Governo di tecnici mostra tutte le sue carenze. Le sue manovre, lungi dal salvare l'Italia, ci hanno portato nel baratro. Lo spread sale, le agenzie di rating declassano persino quelle banche i cui interessi sono stati l'unico vero motivo per cui ci è stato imposto un governo sostenuto da una maggioranza tanto assurda quanto disgustosa.

 

Casini si scaglia contro le agenzie di rating, accusandole di avere un disegno criminale anti-italiano. Curioso che lo faccia solo ora e non lo abbia fatto quando i loro giudizi gli facevano comodo per portarlo in una maggioranza, non legittimata dal popolo, ma fondata su un vergognoso inciucio di palazzo, orchestrato dalla BCE e da tutto il potere finanziario.

 

Sale ogni giorno l'insofferenza e la disperazione di tutti coloro che sono ingiustamente vessati da Equitalia. Il Governo, a partire dal Presidente del Consiglio, per poi scendere ai suoi Ministri, esprime la sua solidarietà e il suo sostegno incondizionato a Befera, minaccia l'intervento dell'esercito, continua a dare alla maggior parte degli italiani l'ignobile etichetta di "evasori", che meritano di essere perseguitati con ogni mezzo.

 

Non so in quale percentuale concorrano, in queste dichiarazioni, ignoranza e mala fede.

Certo è che i signori governanti, chiaramente abituati a vivere nel lusso e nell'agio, non hanno proprio idea di cosa sia la disperazione di chi, per colpa di uno Stato che toglie ai poveri per dare ai ricchi, si trova in mezzo ad una strada, senza più una casa e senza neanche una misera entrata che gli consenta di comprare un pacco di pasta, una scatola di pomodori, un paio di scarpe per il figlio, di pagare la mensa scolastica.

Non conoscono lo sguardo di chi, spogliato della sua dignità, si sente un fallito e non ha il coraggio di guardare negli occhi i figli, quando continua a ripeter loro "non ce lo possiamo permettere".

 

Sembra assurdo a lor signori, ma è questa la drammatica situazione della maggior parte delle famiglie italiane.

 

Ci si mette anche Bersani, per il quale chi non paga le tasse non ha diritto neanche ad avere l'ambulanza se si sente male. Il segretario del PD dimentica, o considera irrilevante, che il diritto all'assistenza medica e sanitaria, con tanto di accertamenti specialisti ( che noi italiani paghiamo non poco), è garantito anche ai clandestini, che ovviamente non pagano le tasse e che hanno diritto all'anonimato, perchè il diritto di ogni individuo a curarsi è superiore all'interesse dello Stato a combattere l'immigrazione irregolare. Non che ne avessimo alcun dubbio, ma ancora una volta la sinistra conferma che ciò che vale per gli stranieri, pur essendo previsto nella nostra Costituzione, non vale per noi poveri italiani, declassati a sudditi di serie B.

 

Quanto siamo orgogliosi, noi de La Destra di Storace, di essere così diversi dalla sinistra, da quell'entità indefinita che si indica come centro, da una pseudo- destra, che di destra non ha più nemmeno un pallido principio .

 

Noi non ci sentiamo e non siamo nè xenofobi, nè razzisti se ribadiamo che devono prima venire gli Italiani. In fondo un genitore ha il dovere di occuparsi prima dei propri figli. Ma questo Stato non sa cosa significhi essere figli della Patria.

Per non parlare, poi, dello squallore e del disgusto per l'uso dei fondi destinati all'attività politica per incrementare patrimoni personali, per dare le paghette e soddisfare sfizi di figli illustri, per regalare vacanze da sogno, per comprare immobili senza che il beneficiario sappia nulla…..Che tristezza……Se penso a quanti sacrifici fanno i militanti veri solo per passione e per fede in certi valori.

C'è solo una cosa che rimane da fare. Fuori tutti dal Parlamento. Fuori tutti dal Governo.

Non è più tempo di scherzare. Questa ignobile farsa deve finire.

Più in basso di così non si può scendere. E' arrivato il momento di risalire.

LA FALLIBILE GIUSTIZIA DEGLI UOMINI

Ancora una sentenza di assoluzione, dopo una sentenza di condanna in primo grado.

Ieri Raniero Busco è stato assolto dalla Corte di Assise di Appello di Roma. Non è stato lui ad uccidere Simonetta Cesaroni.

Si dirà che, in fondo, tre gradi di giudizio servono proprio ad evitare giustizie sommarie, giustificate più dalla voglia di risolvere un caso, che di trovare e far pagare il vero colpevole.

Ormai i processi, soprattutto quelli che attraggono, in forma quasi morbosa, l'attenzione del pubblico, obbediscono più alle logiche di spettacolo che alle regole dei codici penali e di procedura penale.

Senza contare che, per difendersi o per far valere i propri diritti, spesso servono tanti soldi, soldi che, soprattutto in questo periodo, i "normali" cittadini non hanno.

Non riesco a spiegarmi, se non con il desiderio di pubblicità e di protagonismo di una parte della magistratura inquirente e giudicante, perchè alcuni processi abbiano una corsia preferenziale, mentre altri, pur meritevoli della massima attenzione, languiscano nelle cancellerie e negli uffici.

Chi frequenta le aule di Tribunale sa bene, anche se per evidenti ragioni di opportunità non lo dice pubblicamente, che nella "giustizia" in Italia, non si può proprio confidare.

E non mi riferisco solo a quella penale, ma anche a quella civile e amministrativa.

Le norme vengono, spesso, stravolte da interpretazioni personali che sconfinano in un inaccettabile libero arbitrio, fondato su ragioni che nulla hanno a che vedere con quella" giustizia" che continuamente si invoca.

Si parla, sovente, di necessità di certezza della pena. Concordo pienamente.

Ma in Italia abbiamo bisogno di certezza del diritto, in qualsiasi ambito giudiziario.

Il Parlamento e il Governo hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, di non essere in grado di dare risposte.

I nostri pseudo rappresentanti nelle Istituzioni, troppo presi da personalismi o troppo sottoposti al giogo della Magistratura, hanno dimenticato che la giustizia deve soddisfare gli interessi non solo dei primi, ma anche dell'ultimo degli ultimi.

Solo un Parlamento "libero" da ogni condizionamento, che abbia a cuore il bene di quella moltitudine di illustri sconosciuti che sono i cittadini, potrà dettare le regole e rivendicare quell'indipendenza dal potere giudiziario, che rimane il pilastro di ogni Stato di diritto.

Fateci tornare a credere nello Stato.

Fateci tornare a credere nella Democrazia.

Fateci tornare a credere nella Giustizia.

E' tutto quello che chiediamo e che abbiamo il diritto di pretendere.

L'Italia non può più attendere!

SULLA COSCIENZA DI MOLTI

Non so quanti, tra chi siede al Governo e chi siede in Parlamento, possa andare a dormire con la consapevolezza di avere la coscienza a posto.

Di Pietro, ieri, ha accusato il presidente Monti di avere sulla coscienza i numerosi suiucidi, ormai all'ordine del giorno.

Monti è responsabile, ma non è il solo.

Monti è sostenuto da una variegata maggioranza,  che unisce ai comunisti chi aveva posto a fondamento della sua politica il contrasto al comunismo,  che per cambiare veramente una situazione, che già era allarmante, non ha fatto nulla.

La tutela delle banche e dei suoi privilegi, la concessione di poteri ad Equitalia oltre ogni possibile immaginazione, la pressione fiscale, le difficoltà, per non dire impossibilità, di accesso al credito da parte di famiglie, piccole imprese, artigiani, commercianti, lavoratori con modesta busta paga, professionisti, non sono una novità di questi giorni.

Non ho notizie di iniziative parlamentari, anche in riferimento alla precedente maggioranza ed opposizione, finalizzate ad ottonere un cambiamento della legislazione a tutela delle fasce più deboli nei settori del credito e della riscossione delle entrate.

Con lo slogan della "lotta all'evasione", che in realtà è lotta al contribuente in oggettive difficoltà  economiche per mancanza di liquidità non per sua colpa, si sono varati provvedimenti che hanno reso ancora più incisivi i poteri di chi deve riscuotere, comprimendo sempre di più il diritto di difesa del contribuente, il quale, quasi sempre, non ha la possibilità, pur avendone ragione,  di opporsi a chi gli toglie la casa, il lavoro, il futuro.

Le banche hanno continuato a spadroneggiare, imponendo condizioni al limite dell'usura, a quei pochi che sono riusciti ad avere credito e chiudendo i rubinetti, quando non avevano la certezza di poter lucrare al massimo, garantite al mille per cento. Il tutto con buona pace di quella funzione sociale dell'esercizio del credito prevista dalla nostra Costituzione.

Il silenzio delle istituzioni è stato assordante.

Non se ne salva uno. A partire da Napolitano, passando per Berlusconi, Alfano,Monti, Fornero, Passera,   Bossi, Bersani, Di Pietro, Casini, Fini, Rutelli, e chi più ne ha più ne metta, per finire con i sindacati, confindustria e via dicendo.

Nessuno ha mosso un dito. Le finte lacrime di coccodrillo o le reciproche esagitate accuse di queste ore servono a ben poco.

Oggi la situazione sta precipitando e chi è alla guida del Paese, mostrando, sempre di più, di avere a cuore solo l'apprezzamento di quell'Europa ostile,  chiaramente nemica della nostra gente ed espressione delle banche e del potere finanziario, continua ad adottare misure che avranno l'unico risultato di avere un Popolo di "falliti", per incapacità altrui, sprofondati nella miseria più nera.

Stando così le cose, gli unici a salvarsi saranno i soliti noti.

La disperazione continuerà a prendere il sopravvento.

E se, come temo, altra gente onesta tenterà di togliersi la vita, tutti saranno, come lo sono già, responsabili, senza alcuna attenuante.

Facciano tutti, allora, un esame di coscienza. Se la coscienza ce l'hanno ancora.

Monica Nassisi

RISCOSSIONI SENZA SCRUPOLI E SUICIDI

 L'ennesimo atto di disperazione di un uomo che si è dato fuoco davanti all'Agenzia dell'Entrate di Bologna a causa dell'impossibilità di pagare quanto allo stesso richiesto da Equitalia conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, l'urgenza di una riforma seria e responsabile dei poteri di Equitalia e di tutto il procedimento di riscossione a mezzo ruolo. Le persone si suicidano, perchè non vedono alcuna via di uscita. La crisi economica che stiamo affrontando ha effetti devastanti per la maggior parte della popolazione. Il Governo, con il benestare della maggioranza che lo sostiene, si preoccupa di difendere gli interessi di banche,della grande industria e del potere finanziario, considerando, altresì come priorità la riforma di una legge elettorale finalizzata a limitare al massimo la rappresentanza parlamentare ed ad estromettere dal Parlamento chi non rinuncia a rappresentare gli interessi delle fasce più deboli della popolazione. Non si può continuare a nascondere che Equitalia obbedisca solo alla logica del massimo profitto. Non è più tollerabile l'indifferenza di fronte alla disperazione di contribuenti che non sono messi nelle condizioni di poter pagare il giusto, con modalità che tengano conto delle reali situazioni in cui gli stessi si trovano. Ecco perché bisogna opporsi fermamente a questo modo di agire. Dobbiamo chiedere e pretendere il rispetto delle procedure, la garanzia del diritto di difesa dei cittadini. Bisogna intervenire per evitare che le somme iniziali lievitino in modo sproporzionato. E’ indispensabile andare incontro ai contribuenti che vogliono pagare, ma in modo equo, avendo ben presente che la crisi economica la stanno pagando a duro prezzo le famiglie, i commercianti, gli operai, le piccole imprese, i professionisti. In sostanza c’è urgente bisogno di intervenire per evitare che la maggior parte degli Italiani si trovino senza casa e senza lavoro, arrivando alla decisione di togliersi la vita, perchè abbandonati da uno Stato che pensa a tutto tranne che agli interessi del suo Popolo.

STUPRI

Non si ferma l’agghiacciante ripetersi di violenze e stupri , di cui sono vittime donne e ragazzine, in ogni parte di Italia.
Ogni stupro fa orrore. Ma non riesco a trovare le parole, tanto è lo sgomento, per definire la violenza, subita da una ragazzina di soli 14 anni, da parte di un branco di minorenni.
La violenza sessuale è sempre un reato che andrebbe punito con la massima severità.
Le vittime, anche quando sopravvivono, rimangono segnate per tutta la vita. Cicatrici perpetue restano nella mente, nel corpo e nell’anima.
Per troppo tempo ci si è nascosti dietro lo scudo di una presunta provocazione da parte delle donne. Spesso, se non sempre, sul banco degli imputati vengono messe le vittime, costrette a subire oltraggi su oltraggi.
Le condanne non solo non sono mai esemplari, ma neanche congrue alla responsabilità accertata per tali infami ed ignobili condotte.
Di chi è la colpa se dei ragazzini violentano in gruppo una loro coetanea? Della famiglia? Della scuola? Della società in cui viviamo, rimasta priva di ogni sano valore e del rispetto altrui?
Talvolta le vittime conoscono bene i loro aguzzini. Altre volte sono agganciate attraverso i social network, mediante cui si instaura una forma di amicizia virtuale, che addirittura arriva a far cadere quelle forme di dovuta prudenza verso soggetti sconosciuti.
E’ vero: gli stupri ci sono sempre stati. Sono poche le vittime che hanno il coraggio di denunciare. La paura e la vergogna spesso prevalgono sul desiderio di ottenere giustizia.
Occorre intervenire in maniera dura. Condanne severe per i violentatori. Sappiano bene, tali ignobili individui, che rischiano di rimanere in carcere per buona parte della loro vita. Anche se, a mio avviso, chi violenta e abusa non pagherà mai abbastanza per quello che ha fatto.
Ai ragazzi, bisognerebbe poi far capire che l’abuso è la negazione della virilità. Non è nè grande nè forte l’uomo che costringe una donna a subire le sue perversioni ed istinti sessuali.
L’educazione dei nostri figli al rispetto dell’altro deve cominciare nella famiglia, proseguire nella scuola e continuare in ogni contesto di studio e lavorativo.
Basta con i messaggi distorti sulla sessualità provenienti dalla televisione, da internet e da ogni altra forma di comunicazione di massa.
Ognuno faccia la sua parte!
Il legislatore intervenga, inasprendo le pene.
La Magistratura, la stessa Cassazione, la smettano di essere ingiustificatamente tenere. La discrezionalità dei Giudici non sconfini nel selvaggio libero arbitrio.
Il nostro errore è pensare che certe cose capitino sempre agli altri.
Si faccia attenzione, perchè non è così!

E’ SUCCESSO A ROMA!


Sono ancora frastornata dalle mille emozioni provate ed infinatamente felice.
La giornata di ieri rimarrà custodita gelosamente nel mio cuore e di tutte le migliaia e migliaia di persone che hanno sfilato per le vie di Roma, orgogliose di essere “La Destra” di Francesco Storace, la Destra che non mai abdicato, che non ha mai mollato, che ha continuato a credere.
E’ stato bellissimo sentirci tutti parte di un qualcosa di unico.
Uniti, leali,onesti.
Quanti giovani! La nostra speranza, il nostro futuro. Quei giovani a cui nessuno potrà mai dar dei bamboccioni. Giovani che studiano, che lavorano o che cercano disperatamente quel lavoro che questa società non è in grado di offrir loro.
Quante famiglie! C’erano bimbi nei passeggini. Mamme e papà, per i quali la famiglia rimarrà sempre il pilastro della società.
Quante donne! Nessuna vamp in cerca di facili fortune. Nessuna femminista che gridava “io sono mia”. Tante donne straordinariamente “normali”. Donne che fanno i salti mortali per coniugare famiglia, lavoro e passione politica. Non abbiamo bisogno di quote rosa. Tra di noi c’è rispetto, prima di tutto per la persona in quanto tale, al di là del genere sessuale. Noi siamo e ci sentiamo uguali, pur nell’indiscussa diversità fisica, dai nostri uomini.
Quanti anziani! Persone che non devono mai essere dimenticate, perchè da loro possiamo trarre i migliori insegnamenti. L’esperienza rimarrà sempre la migliore maestra di vita.
Insomma a Roma c’era la nostra bella e sana Italia.
Tutto è stato perfetto!
L’organizzazione, coordinata dall’impeccabile e infaticabile Roberto Buonasorte, non poteva essere migliore.
Grazie davvero, Roberto, dirigente militante, che con il tuo zainetto in spalla e megafono, hai condotto la manifestazione come ai bei vecchi tempi.
Roma, guidata da Dario Rossin, ha risposto alla grande!
Grazie Segretario Storace per averci sempre creduto, anche quando i più avevano smesso di crederci e lottare. affontando le più grandi difficoltà ed i i più impervi ostacoli. Non ci hai abbandonato. Sei rimasto alla guida e ci hai condotto verso il quel sogno che ieri è diventato una splendida realtà!
Oggi siamo pronti ad affrontare ogni sfida!
Monica Nassisi

TUTTI A ROMA!

UN PASSO DALL’INFERNO


Dannazione eterna dell’anima, dolore e sofferenza perpetua: questa è la condanna per chi è destinato all’inferno.
Ma oggi noi ci troviamo ad un passo da un altro inferno, quello terreno, che non è se non una vita priva di speranza, di futuro.
L’Italia non è quella rappresentata dall’attuale governo e dagli attuali parlamentari. Quella non è che un’oligarchia al servizio di chi ha deciso di renderci non solo sudditi, ma servi, schiavi di una ristrettissima cerchia di dittatori che si vogliono impadronire del nostro Paese.
Una volta i dittatori arrivavano al potere con la forza dell’esercito, avevano un seguito popolare. Oggi no! La dittatura si è insinuata nelle istituzioni, camuffata da una falsa e ridicola democrazia, finalizzata a concentrare il potere nelle mani di pochi noti.
Rabbrividisco pensando a cosa possono arrivare a fare!
Ieri Visco, pur affermando che il credito debba essere concesso in modo “prudente”, ha denunciato che le imprese e le famiglie sono ormai allo stremo, a causa dell’assenza di liquidità per la mancata concessione di finanziamenti dalle banche. Sono lieta che finalmente se ne sia reso conto, ma credo che, per essere credibile, dovrebbe sollecitare una politica “punitiva” nei confronti di tutti quegli istituti bancari che non ricordano più nulla di quella funzione sociale del credito di cui parla la nostra Costituzione, invocata solo quando fa comodo.
La disperazione rischia di prendere il sopravvento.
Non c’è lavoro, non girano i soldi.
A chi dice che il posto fisso è noioso, vorrei far provare un solo giorno di vita vissuta non solo da chi non ha un lavoro, ma da chi, pur lavorando, pur avendo sempre rischiato in proprio, investendo il proprio futuro in un’attività di impresa o in una professione, non ha più neanche gli occhi per piangere.
Qualcuno, invece di riempire le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive con la banale querelle tra i favorevoli e i contrari all’esibizione della farfallina tatuata sull’inguine di Belen, dovrebbe chiedersi come mai, al di là delle indiscusse doti canore, Emma abbia vinto Sanremo con una canzone dal titolo “Non è l’inferno”, nel cui testo si chiede, a chi guida il paese, cosa si debba fare per pagarsi da mangiare e come sia possibile pensare che sia più facile morire….”.
Il futuro fa, ormai, solo paura.
La maggior parte di noi si sveglia e va a dormire torturata dall’incubo dell’incertezza, della precarietà, con l’angosciante convinzione di non aver ancore di salvezza a cui aggrapparsi
Ma, per fortuna, ancora non è finita la partita.
Siamo in tempo per detronizzare i despoti, riappropriandoci di quella sovranità che ci hanno scippato, riempendo, il 3 marzo, le strade di Roma, per reclamare il sacrosanto diritto di decidere per il nostro futuro.
Un fiume di persone che vuole vivere, che non accetta la dannazione terrena.
Solo così all’inferno ci andranno tutti coloro che all’inferno vogliono mandare noi!

Monica Nassisi

IO ACCUSO


Non sono un Pubblico Ministero. Sono solo un avvocato.
Non sono un avvocato di grido, ma un avvocato che grida il suo atto di accusa nei confronti di una giustizia ingiusta, inefficiente, usata come strumento di potere, arrogante, indifferente e sprezzante nei confronti di coloro che dovrebbe tutelare.
Vorrei che il Ministro Severino, invece di preoccuparsi di come mandare a casa tanti delinquenti, di preoccuparsi di non urtare la sensibilità dei Magistrati che, chiamati a decidere della vita altrui, pretendono di non essere mai chiamati a rispondere per i loro errori, neanche in caso di dolo e colpa grave, si iniziasse a preoccupare di capire perchè succedono tante altre cose nelle Procure e nei Tribunali.
Suggerirei al Ministro di verificare, per esempio, come mai, il Tribunale dei Minorenni di Bologna, a distanza di quasi un anno da un brutale assassinio di una giovanissima mamma, non abbia ancora provveduto in merito all’adozione di provvedimenti urgenti per l’affidamento della figlia, lasciata a casa dei familiari del’assassino, grazie ad un decreto di un giudice tutelare, che con la complicità dei servizi sociali, non ha mai ritenuto di tenere in alcuna considerazione la famiglia materna, non solo ignorata, ma anche offesa, sbeffeggiata, umiliata e costretta a subire dolore su dolore.
Consiglierei di andare a verificare come mai la Procura e il Tribunale di Trieste, ricevuta la denuncia di un operatore sanitario sull’uso da parte dell’azienda sanitaria locale di farmaci non somministrabili, per la loro cattiva conservazione a temperature superiori rispetto a quanto indicato , si siano accaniti nei confronti del denunciante e della sua famiglia, arrivando, con provvedimento assunto nella totale mancanza del rispetto del diritto di difesa delle parti interessate, a nominare un amministratore di sostegno, esterno al nucleo familiare, per la nonna del denunciante, pur essendo questa nella pienezza della sue facoltà mentali.
Suggerirei di verificare come mai all’accertamento, in sede civile, di casi di usura da parte degli istituti bancari, non segua mai la trasmissione degli atti alle Procure.
Suggerirei di verificare come mai alcuni Giudici , con una tempistica sconvolgente, usino il loro potere di richiedere rinvii a giudizio, di archiviare e condannare, quale strumento di lotta politica.
Sono solo alcuni suggerimenti. Tanti altri potrei darne.
Sarò querelata, radiata dall’Ordine avvocati, per quanto denuncio? Non lo so. Ma se succederà, pazienza.
Ho scelto di essere Avvocato, perchè credevo nella Giustizia.
Ho giurato di adempiere i miei doveri professionali con lealtà, onore e diligenza per i fini superiori della giustizia e per gli interessi della Nazione.
E’ quello che sto facendo.
E’ ora di finirla con il servilismo e l’omertà se si vuole veramente Giustizia.
Monica Nassisi

“CI VEDIAMO FRA QUATTRO SETTIMANE, IL 3 MARZO” di Francesco STORACE


Un po’ di telefonate, uno sguardo negli occhi, responsabilita’: non possiamo esporre la nostra gente al rischio di un viaggio pericoloso, soprattutto al ritorno, sulle strade ghiacciate di queste terribili e freddissime giornate. Cosi’ e’ maturata la decisione di sospendere la manifestazione nazionale di domani a Roma, a causa del maltempo che sta devastando l’Italia e prenotare di nuovo lo stesso percorso per sabato 3 marzo, quando al centro dei guasti prodotti dal governo Monti ci saranno le tensioni sociali prodotte sul tema del lavoro e saremo alla vigilia dell’infausta firma del trattato europeo di bilancio.
Ma a pesare sulla nostra decisione è stato anche il sindaco di Roma, che ci ha rivolto un significativo appello a rinviare il corteo “viste le condizioni di maltempo crescente fra oggi e domani”. Alemanno ha espresso l’auspicio di evitare “disagi non solo per i manifestanti ma anche per la città di Roma, essendo evidente la portata della manifestazione”.
Ho visto il segretario cittadino di Roma, Dario Rossin, col responsabile dell’organizzazione, Roberto Buonasorte, e il capo della segreteria politica, Gabriele Limido, e abbiamo convenuto di rispondere responsabilmente e positivamente all’appello rivolto dal sindaco di Roma. In piazza ci torniamo appunto fra quattro settimane, il 3 marzo.
Non c’e’ neppure da esprimere rammarico. E’ vero che da tutta Italia c’e’ gente che vorrebbe comunque mettersi in marcia, e questo e’ davvero commovente. Ma una classe dirigente responsabile ha il dovere di riflettere. E ci sono, in queste ore, almeno due elementi su cui ragionare. Il primo e’ legato alle centinaia di pullman e mezzi privati che avremmo sottoposto davvero al pericolo; il secondo e’ che nel mezzo di quella che in queste ore si sta dimostrando una vera e propria emergenza nazionale non avrebbe molto senso urlare in piazza per le dimissioni del governo. Cambia poco se lo si fa tra quattro settimane. Quattro settimane non ci restituiscono la democrazia negata; non ci ridanno la gragnuola di tasse che ci stanno colpendo all’impazzata; non rasserenano le categorie massacrate dalle liberalizzazioni di cartone che hanno risparmiato i monopoli; non rendono pubblica Bankitalia; non frenano gli appetiti di Angela Merkel e non rendono meno suddito Mario Monti rispetto agli eurocrati che ci strangolano dalle banche continentali.
Saremo ancora di piu’, sabato 3 marzo. Ripartiamo con la catena di facebook e con la nostra meravigliosa organizzazione. E, come si dice, alla fine sara’ piu’ bella la nostra vittoria.

Storace e Buonasorte in tutte le regioni

In vista della manifestazione del prossimo 3 marzo a Roma, stabilito un calendario di incontri con le segreterie regionali e le federazioni delle province del Lazio, per verificare in corso d’opera i preparativi verso quell’importante data che ci vedrà sfilare nella Capitale.
Di seguito gli incontri calendarizzati con me e Roberto Buonasorte:

Lunedì 6 – mattina: Federazioni di Frosinone e Latina congiuntamente
Venerdì 10 – Campania e Basilicata al mattino; Puglia nel pomeriggio
Sabato 11 – Abruzzo e Molise congiuntamente al mattino; Marche nel pomeriggio
Domenica 12 – mattina Sardegna; pomeriggio Sicilia
Lunedì 13 – mattina Rieti e Viterbo a Roma o in loco congiuntamente
Venerdì 17 – Calabria mattina
Sabato 18 – Toscana mattina; Emilia pomeriggio
Domenica 19 – Liguria: mattina; Piemonte: pomeriggio
Lunedì 20 – sera Federazione della provincia di Roma
Venerdì 24 – alle 18 Federazione romana
Sabato 25 – Veneto mattina con Friuli e Trentino; Lombardia pomeriggio
Domenica 26 – Umbria mattina
Francesco Storace

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