STA ARRIVANDO IL TUO GIORNO

Si, dico a te, proprio a te…
A te che ogni giorno ti alzi e lavori, ma che non sai come arrivare a fine mese, perchè quello che guadagni non ti basta neanche per coprire le spese…..
A te che, dopo aver pagato ingenti somme di interessi e spese alla banca, ti sei visto revocare il fido, chiudere il conto, perchè segnalato illegittimamente ed arbitrariamente come cattivo pagatore e sei stato costretto a chiudere la tua attività…..
A te che hai scoperto di avere la casa ipotecata o la macchina sottoposta a fermo da Equitalia, e non sai neanche perchè…..
A te, medico dentista, che mi hai detto che hai deciso di chiudere il tuo studio, perchè non ce la fai più……
A te, operaio, che non sai fino a quando avrai il tuo lavoro, perchè non c’è nessuno che ti tutela veramente…….
A te, avvocato, che vedi vilipesa la tua professione, messa al servizio non più di chi ha il diritto di essere difeso, ma di chi ha la disponibiltà di grossi capitali…..
A te, che hai avuto modo di provare sulla tua pella, che la giustizia non tutela i deboli, sacrificati troppo spesso agli interessi dei più forti…
A te che ti senti Cittadino e non suddito di un governo che esegue i comandi dell’oligarchia dei banchieri e dell’alta finanza….
A te che vuoi riprenderti il tuo futuro che ti viene scippato ogni giorno da un’indegna politica, indifferente ed insensibile al dramma che sta vivendo il nostro Popolo….
A te, dico: sta arrivando il tuo giorno….il 4 febbraio a Roma, tutti insieme sfileremo, orgogliosi di essere gli Italiani che non mollano, che non si piegano al volere dei poteri forti, che combattono per il futuro dei loro figli e di tutto il Popolo Italiano.
“DOLORE CHE SI RINNOVA” di Francesco STORACE.
In questa Italia senza cuore capita persino di sentir polemizzare su chi non c’e’ piu’. E davvero pochi possono comprendere la portata morale di un dolore che si rinnova per una comunita’ intera il 7 gennaio di ogni anno, quando tutti noi pensiamo, chi con la presenza, chi con la mente e il cuore, a Franco Bigozetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, trucidati barbaramente trentaquattro anni fa nell’eccidio romano di via Acca Larenzia.
Io non riesco proprio a dimenticare quella giornata. Vissi qualcosa di simile poco piu’ di un anno dopo, nello stesso luogo, mentre affiggevo manifesti sopra la sezione, e per fortuna oggi lo posso raccontare. I Caduti del ’78 hanno lasciato invece tutti noi nel rimpianto.
Quei momenti ci appartengono e c’e’ un diritto a ritrovarsi a commemorare i propri ragazzi assassinati. Ma un antifascismo molto stupido punta ad impedirlo, quasi che la memoria possa essere sottratta. Spero che quanti si ritroveranno oggi ad Acca Larenzia – io non potro’ perche’ impegnato col partito fra Torino e Genova – non accettino provocazioni che altri vorrebbero inscenare.
Franco, Francesco e Stefano, e un anno dopo Alberto Giaquinto – quanto e’ lungo il martirologio dei militanti del Msi… – meritano rispetto. Il rispetto che si deve a chi ha sacrificato la vita a un’idea, sapendo quanto era odiata la nostra generazione da avversari politici che ci individuavano come nemici. Lo si sapeva, in quei vent’anni, che ogni giorno poteva essere l’ultimo. Eppure non si mollava.
E oggi, tanti giovani nati anni dopo quella orrenda strage, commemorano quei Caduti senza averli mai conosciuti. E’ la straordinaria forza del mito, è il valore unificante del sacrificio che ci fa amare quanti hanno dato tutto di sé per le idee che professiamo.
Ho scritto qualche tempo fa ed e’ ancora attuale: “Erano magnifici i nostri giovani; sapevano di combattere una delle battaglie più difficili, quella nelle file del Msi, e non inseguivano certo posti nei consigli comunali o in Parlamento. Era molto più importante mettere bandierine tricolori con i manifesti che si affiggevano ogni notte nei punti più disparati di Roma”.
Anche nel loro nome, continuiamo a combattere la nostra battaglia politica. Non abbiamo visto nostri coetanei cadere sul selciato invano; c’e’ una destra profonda che vive e lotta. Hanno tentato di sterminarla con le pallottole, non ci sono riusciti. E per questo non deve riuscirci nemmeno il Palazzo.
Francesco Storace
STRANGOLATI DA BANCHE ED EQUITALIA
Venerdì 27 gennaio 2012 dalle ore 19.00 alle 21.00 a Roma presso lo Sheraton Roma hotel & conference ( clicca qui per la mappa ) si terrà un dibattito sulle banche e l’ Equitalia .
INTERVERRANNO:
- Prof. Francesco PETRINO, Presidente S.N.AR.P.
- Franca DE CANDIA, Segretario A.N.V.U. e vittima estrorsione e racket
- Daniela CIRILLO, Presidente A.N.V.U.
- Monica NASSISI, Presidente Legittima Difesa onlus
Conclude l’on. Roberto BUONASORTE, Consigliere della Regione Lazio.
Avv. Monica Nassisi Responsabile Nazionale Giustizia La Destra e Presidente di Legittima Difesa onlus
EQUITALIA: NO ALLA VIOLENZA, SI ALLA PROTESTA.
Condannare la violenza è ovvio, censurare la protesta no!
Il modo di operare di Equitalia è diventato un vero dramma per la maggior parte dei cittadini italiani, costretti quasi ogni giorno a scegliere se mettere il piatto in tavola o pagare le somme, lievitate a dismisura, richieste da Equitalia.
Anche il signor Grillo ha deciso di dire la sua. E siccome è un uomo, prima di tutto, di spettacolo, diventato simbolo dell'antipolitica, le sue affermazioni hanno suscitato l'interesse della stampa e delle TV, nonchè la secca replica del Presidente di Equitalia, Attilio Befera e di vari esponenti del mondo politico.
Io credo che gi attentati non abbiano giustificazioni, anche perchè, come al solito, rischiano di pagare persone innocenti.
Credo anche, però, che il livello di esasperazione dei cittadini stia superando il livello di guardia.
La crisi economica ha svuotato le tasche degli Italiani. Molti dei contribuenti che subiscono l'attività di recupero di Equitalia non sono evasori fiscali, come Monti, Di Pietro e molti altri vorrebbero far credere, ma persone che non hanno disponibilità di liquidità immediata, perchè spesso non vedono, a loro volta, soddisfatti i loro crediti.
Il cittadino vede, ormai, lo Stato come un nemico, che favorisce i forti per distruggere i deboli.
I soldi non circolano più. Le banche non fanno più credito, preoccupate solo di massimizzare i loro profitti. Equitalia è un apparato che stritola senza sconti e senza pietà.
Tutto l'attuale sistema di riscossione deve essere riformato. La finalità delle norme non può più essere solo la reperibilità immediata di fondi per rimpinguare le casse dello Stato. Il contribuente deve essere messo nelle condizioni di poter pagare e di pagare quanto è giusto.
E' assurdo che si rischi di perdere la propria casa o non si possa utilizzare la propria autovettura o non sia abbia più la disponibiltà del proprio conto corrente (su cui spesso sono accreditati solo modesti stipendi o pensioni) per un presunta violazione del codice della strada, di cui, nella maggior parte dei casi, non si è stati messi a conoscenza nei modi e tempi previsti dalla legge.
E' assurdo che da un presunto debito per il mancato o ritardato pagamento di un'imposta o di una sanzione amministrativa di poche centinaia di euro, vengano poi richieste migliaia di euro, a causa dell'addebito di aggi, sanzioni, interessi e spese di varia natura.
E' assurdo che per ottenere una rateizzazione si imponga di pagare l'intero ruolo risultante a debito del contribuente, indipendentemente dall'intervenuta prescrizione o decadenza.
Per chi siede in Parlamento o risiede a Palazzo Chigi può sembrare incredibile che non si possa pagare subito una cartella di "soli" 1.000,00 euro. Il sazio non crede mai all'affamato. Mille euro, per chi guadagna al mese 800, 900, 1.200 anche 2.000euro, non sono tanti, ma tantissimi.
Una volta che hai pagato il mutuo o l'affitto, le utenze, il carburante, ti rimane ben poco anche solo per fare la spesa.
Privare le famiglie della propria casa, spesso ancora gravata di mutuo, far fallire le imprese, far chiudere le attività, significa creare nuovi poveri. Persone private della dignità, messe nella condizione di non potersi più costruire un futuro e che, cinicamente, non solo non potranno più contribuire, ma graveranno sulle casse dello Stato, che dovrà fornire loro i servizi essenziali. Non bisogna essere un grande economista per capire questo. Peccato che, però, nessuno, di chi dovrebbe, lo capisca o, meglio, lo voglia capire.
Nessun incitamento alla violenza, se si chiede legittimamente una riforma.
Basterebbe un po' di buonsenso.
Basterebbe amare il proprio Popolo.
Nulla di più! Ma, oggi come oggi, questo è chiedere troppo!
ASSASSINIO DI STATO
Dolore, sgomento, rabbia.
Giovanni Schiavon non si è suicidato.
Giovanni Schiavon è stato assassinato da uno Stato indifferente, crudele, spietato e profondamente ingiusto.
Il Governo si preoccupa di borse, mercati, titoli azionari, Confindustria, banche, ma dimentica che la crisi la stanno scontando sulla propria pelle i cittadini onesti, i lavoratori, i piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti.
Sinceramente poco mi importa se i titoli di Unicredit, Telecom, Fiat e compagnia bella salgono o scendono.
Sono in pochi quelli che hanno ancora i soldi per investire.
La stragrande maggioranza degli Italiani non ha più neanche i soldi per mangiare, per vestirsi, per fare un piccolo dono per Natale ai propri figli.
La situazione di Giovanni Schiavon è simile a quella di molte altre persone che, pur vantando crediti per il lavoro svolto, non sono in grado di onorare i propri impegni.
Purtroppo, con l'attuale sistema, con questa inefficiente "giustizia", se devi prendere i tuoi soldi, devi aspettare decenni, ma se devi pagare tributi, competenze ed interessi bancari, non puoi posticipare. A nulla valgono le ragioni dell'impossibiltà a pagare, a nulla vale dimostrare che la colpa non è tua. Ti tolgono tutto. Ti strozzano. Ti inducono a farla finita.
Banche ed Equitalia agiscono senza scrupoli. Per loro non esistono persone, famiglie, imprese da sostenere. Per loro siamo solo delle pratiche da evadere, cercando di ottenere il massimo profitto.
Questa non è demagogia. E' analisi fredda ed oggettiva dell'attuale situazione in cui viviamo.
La disperazione rischia di annientarci. E si può arrivare anche a decidere di togliersi la vita. La pressione psicologica può essere insopportabile, come pure la perdita di quel senso dell'onore che caratterizza il nostro Popolo.
Se fossi una parlamentare, se fossi un ministro, mi vergognerei e chiederei perdono per non essere stata in grado di fare il mio lavoro. Garantire i diritti del mio Popolo, della gente onesta, di chi lavora e non può e non deve morire perchè abbandonata e umiliata da chi aveva il dovere di proteggerla.
A me, a noi, non rimane che il dolore, unito alla amara e disperata convinzione che, se si continua così, questa ingiusta morte non sarà l'unica.
INTERDIZIONE POLITICA
Il Popolo Italano è stato interdetto.
Incapaci di intendere e volere.
Incapaci di scegliere i nostri rappresentanti nelle istituzioni.
Incapaci di scegliere il nostro Governo.
Questo è il senso di quanto sta accadendo.
C'è chi lo dice in maniera più esplicita. C'è chi lo lascia intendere in modo non meno evidente.
L'Italia è in crisi, ma gli Italiani non sono capaci di individuare chi potrebbe portarci fuori dalla crisi.
La prova dell'incapacità sarebbe il risultato delle ultime politiche.
L'Ill.mo Presidente Napolitano, sostenuto non solo dagli ormai noti poteri economici e finanziari, ma anche da una classe di parlamentari mediocri che ha il solo scopo di continuare a sedere negli scranni sino alla fine della legislatura, ha scelto il nostro tutore nella persona del neo senatore a vita, prof. Monti.
I mercati non hanno risposto. Lo spread continua a salire.
Ma questo non importa. Ormai il dado è tratto.
Siamo stati interdetti. E forse ce lo meritiamo. Quello scatto d'orgoglio di un Popolo fiero di se stesso, che non s'inchina al volere dei dei padroni, che non si fa plagiare dalle frottole, non c'è stato.
In uno Stato fondato veramente sulla democrazia questo non sarebbe mai potuto accadere.
Ma bisogna fare attenzione a non tirar troppo la corda.
Prima o poi qualcuno potrebbe accorgersi dell'inganno, della beffa, della spocchia con cui ci stanno trattando.
Il Popolo potrebbe rivendicare i suoi diritti vergognosamente calpestati.
Ed un Popolo che si accorge del tradimento deve far paura a tutti!
UNTI DAI PADRONI
L'incarico a Monti dimostra che, nonostante si continui ad affermare che il Popolo è sovrano, ancora una volta, l'Italia è stata svenduta a coloro che sono i primi responsabili della crisi che ci sta mettendo in ginocchio.
A quegli imbecilli che festeggiavano per le dimissioni di Berlusconi e per l'annunciato "nuovo" ( si fa per dire) Governo, mi piacerebbe, fra pochi giorni, poter dire: " Vi sta bene. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso".
Ma sono anche io una cittadina italiana e, come tanti altri cittadini impotenti davanti alla resa della politica al potere economico e finanziario, sarò costretta a subire quelle che saranno sicuramente le sciagurate scelte di questo Governo.
Mi hanno insegnato il rispetto delle Istituzioni, ma oggi ho difficoltà a rispettare chi ha dimostrato di rappresentare tutto tranne gli interessi e la volontà del popolo.
Equità sociale preannuncia il quasi certo futuro Presidente del Consiglio.
Permettetemi di non crederci. Ma quale equità. ma quale tutela di interessi della gente "comune", ma quale difesa dei più deboli potrà venire da coloro che non sono tenuti a rispondere agli elettori, ma solo a quelle caste e poteri che li hanno imposti.
«Un'ottima soluzione, la più gradita ai mercati». È il commento dell'amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, all'incarico affidato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della Bocconi e neo senatore a vita Mario Monti per formare il nuovo governo.
Non ho dubbi che questa soluzione sia la più gradita ai mercati, alle banche, ai grandi ricchi, a chi ci sta strozzando.
Altro che governo di responsabilità. Questo sarà un governo di totale irresponsabilità.
Un governo di "unti" dai signori, dai padroni dell' Italia e dell'Europa.
E allora non chiedete a noi, umili mortali, senso di responsabilità, non continuate a prenderci in giro.
Un inciucio di palazzo, nel nome del potere economico e finanziario, non merita il rispetto di nessuno.
POLITICI E POLITICANTI
La “Politica”, secondo l’antica ed originaria definizione di Aristotele, è “l’Arte di amministrare la comunità dei cittadini per il bene di tutti”.
Se questo è ancora vero, di politica, in questi giorni, c’è rimasto ben poco.
I politici veramente interessati al bene comune di tutti noi cittadini si contano sulle dita della mano.
Di politicanti, che per definizione sono coloro che si dedicano all'attività politica senza competenza o con una preparazione inadeguata, interessati solo al loro esclusivo bene e a ottenere vantaggi personali, se ne trovano in quantità industriale.
Legittimo appare chiedersi come si faccia solo a pensare che interessi l’Italia a coloro che invocano governi tecnici , svincolati da ogni forma di responsabilità verso il popolo e verso gli elettori, espressione di quei poteri che hanno messo in ginocchio non solo l’Italia, ma l’Europa ed il mondo intero.
Nessuna forma di onestà intellettuale e di responsabilità verso il Paese si può ravvisare in coloro che, senza illuminarci con proposte concrete per superare l’attuale stato di gravissima crisi, considerano gli insulti che provengono da oltre frontiera come vangelo (l’ho scritto in minuscolo per rispetto al vero Vangelo), chiedono un governo di responsabilità, ricorrendo al vecchio metodo del ribaltone, non tenendo in alcuna considerazione il voto espresso da milioni di Italiani, cambiano partito con la facilità con cui le persone normali cambiano la loro biancheria intima.
In queste settimane sotto le luci della ribalta ci sono soggetti di cui fino ad ora non era pervenuta alcuna notizia, alcuna attività. Adesso, però, questi nostri finora ignoti parlamentari hanno la possibilità di diventare non “importanti”, ma semplicemente “noti”, per il loro essere determinanti nell’una o nell’altra parte della barricata. Che squallore!
Una cosa è certa. Così non si può andare avanti!
Basta con i politicanti. Basta con i finti salvatori della Patria. Basta con le folli banderuole. Basta con gli irresponsabili.
L’Italia ha bisogno di Politici veri, di persone che ci mettono la faccia, di persone pensanti, di persone che propongono soluzioni concrete, di persone che si assumono la responsabilità davanti al Popolo, di persone che non hanno paura di sfidare i poteri più forti per salvare l’Italia e gli Italiani.
La Politica è un’arte nobile, che non può essere lasciata in mano ad arrivisti, speculatori e perditempo!











